PERCHE’ QUESTO BLOG

Io non ci pensavo proprio ad aprire un blog, ma proprio per niente. Avevo già abbastanza pensieri a cui star dietro, figuriamoci se cercavo qualcos’altro da infilarci in mezzo. Non avevo però ancora fatto i conti con un paio di ma poi.

Sì, sono stati un paio di ma poi a farmi cambiare idea perché, come vi dicevo, io non ci pensavo proprio ad aprire un blog…

…ma poi un giorno stavo spadellando ai fornelli, il telegiornale in sottofondo mi teneva compagnia. Una di quelle giornate in cui sembra non essere successo nulla di particolare, le notizie scivolavano via una dietro l’altra accompagnate dalla voce del conduttore. Come solito quelle voci di sottofondo servivano soprattutto a riempire il silenzio in casa.

…ma poi sento quelle due parole, pronunciate con troppa leggerezza e pochissima attenzione verso il telespettatore: senza speranza.
Ecco, queste due parole mi hanno fatto decidere di aprire il blog.

Senza speranza era riferito ai cinquantenni che hanno perso il lavoro, quindi era riferito anche a me e venivamo definiti senza speranza.

Eh no, ecchecavolo! Io sono stufa di essere raccontata e rappresentata sempre come quella oramai alla canna del gas.
Certo, non è facile reinventarsi e ricominciare ma non è neanche impossibile.

Così, sull’onda dell’indignazione, ho preso carta e penna e ho scritto una LETTERA AL TELEGIORNALE

Questo blog è aperto a tutti coloro che ce l’hanno fatta, a quelli che stanno provando a risalire la china e a tutti coloro che non si sentono senza speranza e perciò non si sono arresi!

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