La svolta B Corp di Laura Gori

Mentre parlo con Laura guardo le frasi scritte sulla parete alle sue spalle “Diventa ciò che pensi”, “Sei l’energia che immetti nel mondo”. Erano un primo indizio su chi avevo di fronte.
La discordanza tra età anagrafica, 55, e quella che percepisco mentre la ascolto è notevole. Spirito dinamico e vivace, mente attivissima, personalità effervescente e tenace, una chiara e appassionata visione.
Laura è un’imprenditrice che ha raccolto la sfida di un nuovo modello di business nel quale hanno trovato piena risposta la sua sensibilità sociale e il suo modo di fare impresa.
Grazie a lei ho scoperto il mondo delle B Corp.

Il giro di boa dei miei 50 anni è stato un evento di cui non mi sono neanche accorta, tanto ero presa dal nuovo progetto che mi aveva rapito l’anima.

Laura Gori

Sono una startupper di ritorno over 50. Questa fase della vita ha segnato per me un nuovo inizio, professionale e personale, una vera e propria rinascita.

È infatti alla veneranda età di 53 anni, nel 2017, che ho fondato Way2Global, agenzia di traduzioni B2B di cui sono anche orgogliosa CEO. L’ho voluta costituire ispirandomi alle B Corp (Benefit Corporation) americane, imprese basate su un modello di business evoluto che non persegue il solo fine del profitto, ma intende creare valore per la collettività, votarsi al beneficio comune, e generare un impatto sociale e ambientale positivo.

Mi sono innamorata di questa nuova forma d’impresa dopo 30 anni alla guida di un’altra società di servizi linguistici di tipo tradizionale, Trans-Edit Group, in cui ero entrata come socia e co-fondatrice subito dopo gli studi rispondendo a un annuncio di lavoro sul Corriere della Sera. Ai tempi era una piccola realtà con un fatturato esiguo e tre soli dipendenti. Poi però, con sacrificio e abnegazione, nel corso di 3 decenni sono riuscita a guidarla attraverso la rivoluzione della globalizzazione e del digitale, fino a trasformarla in una piccola multinazionale annoverata tra i primi 100 player globali del settore, con uffici a Los Angeles, New York, Londra, Dubai e Shenzen, premiata in Borsa Italiana per leadership di settore e innovatività del modello di business.

Proprio all’apice di questa crescita e di questi traguardi di soddisfazione sono però iniziati i dissapori con la mia ex-socia, e le divergenti visioni sulla strategia di sviluppo aziendale nel 2017 ci hanno portate alla sofferta decisione di finalizzare una scissione societaria. Un passaggio doloroso e devastante che, come una tempesta perfetta, ho vissuto contestualmente a un altro drammatico evento sul piano personale, la separazione coniugale.

Un colpo di accetta secco e durissimo. Due sodalizi durati 25 anni spezzati in contemporanea da un fulmine a ciel (quasi) sereno. Un punto e a capo netto.

Ed è così che mi sono gettata con passione, energia e tutto l’entusiasmo che non sapevo neanche di avere, nella creazione di Way2Global, un progetto nel quale credo con tutta me stessa. Perché per me una startup non è solo un’azienda, ma un modo di vedere il mondo (cit. del mio maestro di scrittura creativa Pietro Babudro).

Nel 2016 avevo partecipato a Milano al primo B Corp Summit italiano, ed ero rimasta affascinata dall’atmosfera che si respirava in quel summit di imprenditori visionari. È lì che ho scoperto il mondo delle Benefit Corporation, l’elisir che avrebbe sanato le mie ferite, il viatico che ha rappresentato il mio punto di svolta.

Way2Global

Ho abbracciato senza indugio questo innovativo e rivoluzionario modello d’impresa, e ho deciso di mettere la mia nuova azienda al servizio dell’ambiente e del bene comune, per contribuire in collaborazione con le altre colleghe Benefit, a migliorare il mondo e la vita delle persone. La mia visione del business e del ruolo sociale dell’azienda sono stati ripensati in senso evolutivo e il mio fare impresa ha assunto un senso più alto e nobile. È stata una scelta coraggiosa? Non lo so, per me è stata una decisione spontanea e incontenibile, spinta dalla passione e dal fascino di aderire a un progetto più grande del proprio meschino orizzonte ombellico-centrico: cambiare il mondo con la forza del business che può diventare fonte di bene collettivo.

Tra le altre attività sostenibili che hanno riconfigurato il business model di Way2Global in tutti gli ambiti, dalla governance alla gestione dei collaboratori, passando per il rapporto con la community, il territorio e la società civile, “Green Translations” è stato forse tra i progetti più sfidanti. Dall’intelligenza collettiva del mio “dream team” è nata l’idea di riuscire a offrire il primo servizio di traduzioni al mondo 100% carbon-neutral entro il 2020, con 30 anni di anticipo sul target dell’Unione europea del 2050. In questo contesto rientrano tutte le misure ideate per piantumare il condominio, promuovere la raccolta differenziata e nuove prassi di economia circolare, privilegiare fornitori green, rimpiazzare le bottiglie di plastica con borracce di vetro, regalare per Natale un albero a ogni dipendente per compensare la CO2 prodotta con l’erogazione del nostro servizio. Ci spingiamo ancora oltre nel sostenere la riforestazione del pianeta e puntare al mercato dei crediti di ossigeno grazie alla partnership con Treedom, B Corp come noi, che consente di piantumare alberi e di geolocalizzarli nel mondo sostenendo progetti agroforestali e creando quindi anche un impatto sociale positivo.

Nel 2019 abbiamo ottenuto la certificazione B Corp, un sigillo di assoluto rigore che riconosce tutto l’impegno profuso per fare del nostro business un generatore di profitto, ma anche e soprattutto un modello d’impresa sostenibile, capace d’innescare una spirale virtuosa per assicurare un mondo migliore alle generazioni future.

Way2Global è stata inoltre costituita alla nascita come Società Benefit (SB), una forma giuridica a mezza via tra il profit e il non-profit che consente all’imprenditore di perseguire, oltre al profitto, anche il beneficio comune e un impatto socio-ambientale positivo. Questo impatto positivo che le Società Benefit si impegnano a perseguire è formalizzato nello Statuto, che lo rende giuridicamente vincolante, e va rendicontato annualmente in una Relazione d’impatto allegata al bilancio.

B Corp (modello d’impresa nato negli Stati Uniti) e Società Benefit rappresentano oggi un movimento globale che vuole conferire un volto nuovo all’economia capitalistica, spingendola oltre il solo profitto perchè si occupi anche delle esigenze dell’ambiente e del sociale.

Tra le iniziative di cui vado più orgogliosa c’è la nascita di AssoBenefit, l’associazione nazionale per le società benefit, di cui sono socia fondatrice e sostenitrice. Sono impegnata in prima linea nel diffondere questa nuova cultura imprenditoriale sia come appassionata ambassador di questo rivoluzionario modello d’impresa in solido con le colleghe B Corp e società benefit, sia attraverso i progetti identitari targati Way2Global come “Green Translations”, con le sue traduzioni a impatto zero, “Language Industry 4.0” in materia di tecnologie abilitanti, AI e reti neurali, oppure ancora “Made in B Italy” che vuole portare il modello di eccellenza tutto italiano delle società benefit a Expo Dubai 2021, o “Way2Academy”, che è il nostro modo Benefit di fare formazione, ricerca e impatto sociale sul territorio e sulla nostra community.

In questa dirompente visione di un nuovo capitalismo sociale, responsabile e sostenibile ho trovato il mio nuovo ruolo di imprenditrice, che risponde perfettamente alla mia nuova concezione della vita.

Sono convinta che ognuno di noi sia l’energia che immette nel mondo e che “comincia col dare” sia la chiave per trarre appagamento dalla vita.

Mi ritengo in questo un business case vivente di conversione over 50, che mostra come da una crisi possa nascere un mondo nuovo

La rinascita a nuova vita non mi è costata fatica, anzi, è stata la forza che mi ha rigenerato. La svolta Benefit e il lavoro in interdipendenza con le altre colleghe Benefit mi ha consentito di trovare il mio nuovo posto nel mondo, perché creare valore e bene collettivo innesca una spirale virtuosa, che ti dà una carica inesauribile.

Senza contare che ricominciare dopo i 50 anni ha anche un grande vantaggio: sai già come fare le cose, hai già tutta la knowledge base che serve. E poiché tutti siamo in continuo cambiamento, mai come in questo periodo storico “liquido” e di precarietà permanente, dobbiamo sforzarci di mantenere vivo il fanciullino che c’è in noi, con tutta la sua prorompente curiosità e voglia di crescere e cambiare, così l’età anagrafica diventa un dettaglio trascurabile, niente di più.

Ecco il sito dell’azienda di Laura https://www.way2global.com/
(Nella foto in evidenza il mare di Rimini, lo scatto è di Loredana Cecchini)

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