Cosa ho perso, cosa ho ottenuto

Tempo di bilanci.
A 5 anni dal licenziamento posso tirare una prima riga e fare sia la somma che la sottrazione.

Parto dalla sottrazione, cosa mi ha tolto la perdita del lavoro?

  1. La pole position è facile da intuire: la regolarità di uno stipendio e la tranquillità che ne deriva. E non è roba da poco perché da qui cambiano un po’ di cose:
    • La scioltezza negli acquisti. Prima di comprare qualcosa ora c’è un doppio sbarramento da superare. Il primo è: mi serve? Se la risposta è sì, scatta il secondo livello: ma ne ho veramente bisogno? Se il sì non è convintissimo tiro dritto.
    • La libertà di concedermi qualche sfizio con leggerezza.
    • La certezza della futura indipendenza economica. Il futuro preoccupa più del presente.
  2. Il ruolo sociale di persona attiva e produttiva. Posso dire? Questo non mi pesa granché.
  3. Le relazioni sociali quotidiane. Mi capita di passare molto più tempo da sola, gli altri sono al lavoro. 

Passiamo alla somma, cosa mi ha dato?

  1. La libertà. La libertà. La libertà di organizzare e gestire le mie giornate.
  2. Il tempo. Ho ritrovato il tempo.
  3. L’occasione di rimettermi a studiare. A 50 anni ho trovato fantastico tornare in aula, fare i compiti, agitarmi prima di un esame.
  4. Mi ha costretta a rimettere in moto il cervello e oggi non sono più la stessa di 5 anni fa. Ho fatto un passo avanti nella mia crescita personale.
  5. Il piacere di fare le cose nei giorni feriali: visitare una città o una mostra senza folla, il cinema al pomeriggio, il centro commerciale in orari migliori, la passeggiata in spiaggia a metà mattina.
  6. Mi ha tirata fuori dalla monotonia del quotidiano sempre uguale. 
  7. Mi ha rimessa in gioco. Mi sono messa alla prova con esperienze nuove e lavori nuovi.
  8. Mi ha ridato la calma, posso fare le cose con calma.
  9. Il piacere di camminare. Ho tempo, vado a piedi.
  10. La possibilità di andare nei mercatini rionali, cercare le piccole botteghe, raggiungere il contadino dietro casa. Do un grande valore a questo.

La lista 2 è più lunga della lista 1. Questo non vuol dire che sono contenta di come siano andate le cose e che non voglio più lavorare in maniera stabile e continuativa.

Voglio solo dire che anche in un evento negativo ho imparato a vedere le piccole e grandi cose positive.

(foto da Pixabay)

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