Longennials: l’esperienza che conta

Era ora!

Queste parole mi sono venute spontanee dal cuore quando ho letto l’articolo che mi ha segnalato un’amica, over 50 come me, in perenne ricerca di lavoro.

Scopro di essere una longennial, un neologismo che non conoscevo. Si riferisce agli over 50 che, dopo tanti anni di lavoro, si ritrovano punto e a capo, catapultati nella giungla del mercato del lavoro. Insomma, quello che è successo a me.

Bistrattati, trascurati, ignorati dalle aziende perché considerati oramai troppo vecchi e troppo costosi.

Eppure, finalmente, qualcuno ha aperto gli occhi e si è accorto che questi lavoratori maturi in realtà portano con sé un tesoro di esperienza, stabilità e affidabilità.

Il fenomeno del re-hiring (riassunzione) degli over 50 è iniziato negli Stati Uniti e si è diffuso anche in Europa. In America, si è verificato un paradosso: molti lavoratori over 50, licenziati per riduzione i costi, sono stati richiamati quando le imprese si sono rese conto che con il loro allontanamento avevano perso competenze fondamentali e una cultura aziendale essenziale per il loro funzionamento.

A dire il vero, quando si parla di assunzioni over 50, sono ancora poche le aziende che le prendono seriamente in considerazione. Se pensiamo a un avvocato o un imprenditore, nessuno considera l’età avanzata un ostacolo alla professione, mentre in ambito aziendale la situazione è diversa, spesso l’età viene vista come un limite.

Ma se fino a poco tempo fa, cambiare lavoro superati i 50 anni sembrava impensabile, oggi la sfida è meno ardua e le motivazioni che rendono più appetibili i lavoratori senior sono molteplici. Si è compreso il loro valore aggiunto che risiede nell’esperienza, nella competenza, nella motivazione e nell’affidabilità. Inoltre, non necessitano di una lunga formazione, sono in grado di lavorare autonomamente e rappresentano figure altamente specializzate difficili da reperire nel mercato del lavoro.  

Non meno importante è il fatto che i lavoratori più anziani tendono a essere più fedeli all’azienda, mostrando una minore propensione a lasciarla al primo ostacolo. Questo li rende particolarmente apprezzati rispetto ai giovani che, soprattutto dopo la pandemia, pur avendo meno esperienza e necessitino di formazione, sono alla ricerca di opportunità professionali più flessibili, in grado di adattarsi alle esigenze personali e sono meno disposti a fare compromessi.

Longennials, la battaglia non è ancora vinta ma siamo sulla buona strada.

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