Outplacement, un aiuto concreto al ricollocamento

Non avevo mai sentito parlare di outplacement, l’ho scoperto grazie a questo blog. A farmelo conoscere è stato Leonardo, il cui RiScatto 5.0 è passato attraverso questo tipo di percorso.

L’outplacement è un servizio di consulenza professionale che supporta le persone in uscita dal mercato del lavoro e le assiste fino al loro reinserimento.

In pratica ti prendono, fanno i raggi X alla tua storia formativa e professionale, ai tuoi punti di forza spendibili sul mercato, a quelli di debolezza che richiedono miglioramento e ti affiancano fino al ricollocamento. Non male, vero?

Quando Leonardo me ne ha parlato mi si sono illuminati gli occhi. Quanto avrei voluto anch’io qualcuno che mi avesse presa per mano e accompagnata nella giungla della ricerca attiva del lavoro! Ricordo bene il senso di smarrimento che ho provato quando mi sono resa conto che mentre ero immersa nella mia routine aziendale, fuori tutto stava cambiando.

L’idea di riscrivere il curriculum a quasi 50 anni era talmente lontana dai miei pensieri che quando ho dovuto farlo non ricordavo più nemmeno l’anno esatto in cui mi ero laureata. Il mio (ormai ex) lavoro l’avevo trovato 18 anni prima rispondendo a un annuncio su Il Resto del Carlino, pura archeologia del collocamento.

Del racconto di Leonardo mi colpì soprattutto una cosa. Il suo tutor, la prima volta che si incontrarono, gli disse che tutto quello che aveva fatto fino a quel momento per cercare lavoro era sbagliato.

Ma come sbagliato? Leonardo aveva fatto quello che facciamo più o meno tutti e cioè rispondere agli annunci, inviare curriculum, chiamare qualche conoscente per dire “ehi, se senti qualcuno che offre lavoro io sono qua”.
Perché tutto questo era sbagliato?
Semplicemente perché molto spesso non porta alcun risultato.

Leonardo è stato fortunato, l’azienda che lo ha licenziato gli ha offerto il servizio di outplacement. Come a dire: ok, ti licenzio ma ti do una mano a reinserirti nel mondo del lavoro.

Può essere d’aiuto? Certo che può essere d’aiuto e molto: per rimettere in ordine le idee, per fare il punto della situazione e per essere meno soli nello scalare la montagna.

dal sito AISO

L’outplacement è nato negli anni ’60 negli Stati Uniti, lo usarono per primi all’ente spaziale NASA per ricollocare i tanti dipendenti che avevano contribuito al progetto Apollo oramai concluso.

In Italia è ancora poco conosciuto e utilizzato ma esistono varie società di outplacement rappresentate dall’AISO (Associazione Italiana Società di Outplacement). Il servizio è regolato dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali come attività di supporto alla ricollocazione professionale e viene attivato su specifico ed esclusivo incarico dell’azienda presso la quale lavora la persona che sta per essere licenziata o messa in cassa integrazione. I costi del servizio sono a carico dell’azienda, non del lavoratore.

I dati pubblicati sul sito dell’AISO parlano di percentuali altissime di ricollocamento delle persone assistite, poco meno dell’80% con una media temporale di 6 mesi. Gli stessi dati raccontano che più a lungo si rimane disoccupati e più difficile è trovare un nuovo lavoro.

Gli indubbi vantaggi riguardano non solo il lavoratore che ritrova stabilità economica ma anche le casse dello Stato perché per ogni lavoratore che trova un nuovo impiego diminuisce il costo per gli ammortizzatori sociali.

Con l’outplacement le persone vengono aiutate nei momenti di transizione della propria carriera lavorativa, che sia per scelta personale o a causa di un licenziamento. Il percorso prevede alcune fasi nelle quali si è affiancati da un tutor:

  1. Il bilancio delle competenze per analizzare i ruoli ricoperti, le capacità professionali acquisite e le caratteristiche personali;
  2. L’individuazione di un progetto professionale che coniughi competenze, obiettivi ed esigenze del mercato;
  3. La cura e revisione degli strumenti di comunicazione: il curriculum vitae, la lettera di presentazione, il profilo LinkedIn;
  4. L’elaborazione di un piano di azione e sviluppo per ricercare le aziende potenzialmente interessate a cui presentare il candidato.

Come abbiamo già detto l’outplacement è un percorso che si attiva su richiesta e a spese dell’azienda ma oggi è stata data la possibilità alle società di fornire i propri servizi anche privatamente a pagamento.

Oramai le carriere sono sempre più discontinue e l’idea del posto fisso come hanno avuto i nostri genitori non è più attuale. È quindi necessario essere flessibili e pronti al cambiamento e per chi volesse e potesse investire economicamente sul proprio sviluppo di carriera l’outplacement può essere un valido aiuto.

Volete approfondire l’argomento? Potete farlo cliccando qui sul sito dell’Associazione Italiana Società di Outplacement.

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