Marco Consoli, da manager a fotomodello

Proviamo a uscire dal leitmotiv secondo cui essere licenziati dopo i 50 anni mette irrimediabilmente con le spalle al muro. Lo faccio raccontando la storia di Marco Consoli, classe 1964, per il quale non è andata affatto così.

Dopo aver lavorato molti anni come manager amministrativo e finanziario in una società di costruzioni, sulla scrivania di Marco arriva la lettera di licenziamento, a 50 anni appena compiuti. Un punto di svolta netto, un futuro da ripensare.

Ma a volte succede che la vita fa giri audaci e prende strade del tutto imprevedibili. Ci mette lo zampino il caso o forse il destino, chissà, lo chiederemo a lui. Durante un viaggio in Serbia Marco conosce due fotografi che lo invitano a posare per qualche scatto. Lui curioso e aperto a nuove esperienze accetta, e dopo qualche tempo si ritrova sulla copertina di un magazine tedesco. Da lì inizia una nuova vita.

Eleganza del portamento, fascino e bellezza latina sono stati il volano che in breve tempo ha fatto fare alle sue foto il giro del mondo e decollare una carriera da modello over 50 tra i più richiesti a livello internazionale.  

Ha realizzato oltre 200 servizi fotografici, campagne pubblicitarie internazionali, il suo volto è arrivato ovunque: Europa, Giappone, Australia, Brasile, Africa, rappresentando appieno la classe e lo stile del Made in Italy, un brand sempre amatissimo.

Marco ha costruito la sua nuova carriera nella moda e nella pubblicità, ha girato spot televisivi e oggi è riuscito anche a coronare il sogno da bambino, quello di fare l’attore.

Ma partiamo da quella lettera di licenziamento.

Marco, come ricordi quel momento?
Non vivo di ricordi quindi penso a quel momento come fosse accaduto in una vita precedente. Ho solo un ricordo meraviglioso di quello che ho creato in quell’azienda in 27 anni di carriera.

Cosa ha prevalso: rabbia, timore o la visione di una nuova opportunità?
Avevo in mano il bene più prezioso di cui tutti possiamo disporre (oltre alla salute naturalmente): il Tempo! Questo pensiero è un mantra costante e quotidiano.

Aver superato i 50 anni ti ha fatto sentire più vulnerabile o, al contrario, più “attrezzato” per affrontare il cambiamento?
Ho sempre coltivato tanti interessi quindi ho solamente considerato concluso un percorso ma ne avevo altri da approfondire in particolare quello artistico-creativo. 

Qual era il tuo piano B se non fosse iniziata la carriera di modello e attore?
Non ho mai avuto un vero e proprio piano B. Sono un uomo che si adatta a tutte le situazioni e non ama le sovrastrutture. Avrei potuto fare qualsiasi tipo di altra esperienza considerandola sempre come un momento di crescita personale.

È stato il caso o il destino a metterci lo zampino? Lo so, questa è la domanda delle domande, ma ti sei dato una personale risposta?
È stata la mia forza di volontà accompagnata dal caso e dal destino.

Il licenziamento costringe sempre a fare un cambiamento che non si è voluto né cercato, obbliga le persone a ripensare la propria vita. Tu come l’hai affrontato e cosa diresti a chi sta vivendo lo stesso disagio da over 50?
Prima vorrei rivolgermi ai giovani che sono sempre al primo posto nei miei pensieri.
Siate più formiche che cicale. Io, nel corso della vita, mi sono creato delle sicurezze anche economiche che mi hanno portato a gestire l’evento con tranquillità.
A tutti do due consigli. 
Non perdere tempo a piangersi addosso. Nessuno suonerà mai al vostro campanello per offrirvi un’opportunità. Cercatela! 
Il secondo consiglio è: per essere felici non servono le sovrastrutture e qualsiasi tipo di lavoro ha grande dignità.

Spesso le persone che hanno raccontato la loro storia su questo blog hanno detto che non tornerebbero mai indietro al vecchio lavoro, immagino lo stesso valga per te. Oggi come ripensi a quella lettera di licenziamento sulla tua scrivania?
Sarei rimasto felicemente su quella scrivania fino alla pensione, amavo il mio lavoro, ma altrettanto felicemente ho aperto altri portoni!

A questo link trovate la pagina Instagram di Marco Consoli

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