Pellegrino Artusi, una passione esplosa a 70 anni

Qualche giorno fa sono andata a pranzo al ristorante di Casa Artusi, a Forlimpopoli. Vivo in Romagna da tanto tempo ma non ero mai stata in questo tempio della cultura gastronomica dove si celebra l’eredità del padre della cucina italiana, Pellegrino Artusi.

Di famiglia benestante, Pellegrino seguì le orme paterne divenendo commerciante ma scoprì la sua vera passione a 70 anni! Si interessò alla cucina, raccolse le ricette tradizionali di tutte le regioni d’Italia con un’attenzione particolare a quelle casalinghe. Nel 1891 pubblicò a proprie spese la prima edizione di “La scienza in cucina e l’arte di mangiare beneun manuale che ebbe un successo travolgente ed è considerato ancora oggi il libro di ricette più popolare di sempre.

Da quel momento la cucina divenne la sua missione di vita e Pellegrino dedicò i successivi 20 anni alla cura e al continuo aggiornamento di 15 edizioni del manuale, tutte pubblicate a proprie spese. Assistito dalla fedele governante Marietta e dal cuoco Francesco, in casa Artusi ogni ricetta veniva provata e riprovata prima di essere pubblicata. La raccolta iniziale ne contava 475, l’ultima edizione 790. Ne ho una copia anch’io sulla mensola sopra i miei fornelli.

Il celebre manuale di cucina continua ad essere pubblicato da più di 100 anni e ha valicato i confini nazionali. È stato tradotto in inglese, spagnolo, portoghese, francese, polacco, russo e giapponese e ha dato al suo autore fama e riconoscimento globali.

Grazie alla sua longevità – morì a 90 anni – Pellegrino poté dedicare tempo ed energie a quello che aveva cercato invano per una vita intera e che scoprì solo da anziano: la sua vera passione.

La storia di Pellegrino Artusi ci insegna che non esistono confini anagrafici per ricominciare, che quando si arriva a un’età in cui di norma lo sguardo è rivolto all’indietro per fare il bilancio della propria vita, in realtà quello stesso sguardo si può proiettare in avanti se sospinto da una nuova vocazione.

Fino a 70 anni Pellegrino era stato un commerciante e letterato, uno come tanti, e nessuno si sarebbe ricordato di lui se si fosse fermato a quello.
Invece oggi a Pellegrino Artusi è intitolata una Fondazione aperta ad appassionati, cultori, professionisti e studiosi della cultura e pratica della cucina domestica. A Casa Artusi, oltre all’ottimo ristorante, c’è una biblioteca che raccoglie libri, documenti e il carteggio appartenuti ad Artusi, si organizzano corsi di cucina e il Comune di Forlimpopoli ogni anno celebra la Festa artusiana per mantenere viva la memoria del suo famoso cittadino.

Mentre scorrevo il menù seduta al tavolo del ristorante Casa Artusi ho notato che accanto al nome di alcuni piatti c’era un numerino colorato. Una nota in fondo alla pagina spiegava che quei piatti sono cucinati seguendo le ricette originali pubblicate da Artusi nel manuale e ancora oggi vengono proposte esattamente come le preparava Pellegrino, e il risultato è stato da leccarsi i baffi!

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