La scelta di vita di Roberto

La svolta radicale che Roberto Crugnali, 56 anni, ha dato alla vita si è fatta spazio nei suoi pensieri nel corso degli anni. Soldi e carriera non davano senso alle giornate, lui voleva vivere seguendo i suoi valori più importanti: famiglia e crescita personale. Con coraggio e un pizzico di pazzia ha lasciato ogni certezza economica per seguire il sogno di una vita tranquilla e semplice in mezzo alla natura insieme alla sua bella truppa: Antonella, Leonardo e Sara.
Visto che siamo “vicini di casa”, mi sono ripromessa di andarli a trovare nell’angolo di paradiso che si sono costruiti sulle colline vicino Rimini. Aspettatemi che prima o poi arrivo!

Il mio è stato un cambio di vita radicale, la conseguenza di una scelta voluta e ponderata e non di una costrizione. Ci è voluta anche un po’ di pazzia, un po’ tanta pazzia, ma nella vita a volte serve anche quella, aiuta a fare il passo in più per superare le paure. Alla fine poi, non dovesse andare bene, si ricomincia da un’altra parte.

Mi sono diplomato all’Istituto geometri e come tutti i miei coetanei romagnoli durante la pausa estiva lavoravo nel turismo. Lì ho capito che fare il geometra non era la mia strada, mi piaceva lavorare nei settori alberghiero e di ristorazione dove ho iniziato da commis di sala e, passando dalle mansioni di barista e cameriere, sono arrivato alla qualifica di maitre.

In quel periodo non mi sentivo però pienamente soddisfatto della vita che facevo e ho provato a “fuggire”. Sono partito per gli Stati Uniti, destinazione Miami, con la scusa di migliorare l’inglese e fare nuove esperienze nella ristorazione. Sono stati 2 anni molto belli che sarebbero durati anche di più, ma durante un periodo di lavoro estivo in Italia ho conosciuto la mia futura moglie Antonella e a quel punto la vita ha preso un’altra direzione.

Sono rientrato in Italia con la voglia di fare qualcosa di più. Ho saputo che a Rimini c’era un corso di formazione biennale per la qualifica di Assistente alla Direzione alberghiera. Allora ho deciso di rinunciare alla stabilità del lavoro e a 30 anni mi sono rimesso a studiare. Dal lunedì al venerdì seguivo il corso 8 ore al giorno e il fine settimana lavoravo nei ristoranti per mantenermi. È stato un periodo molto intenso, veramente estenuante, ricordo che mi addormentavo ancora prima che la testa toccasse il cuscino, ma è stato anche un periodo fruttuoso. Ho studiato marketing, budget e bilanci, gestione delle risorse umane e tanto altro. Appena finito il corso ho trovato lavoro in Abruzzo in uno stabilimento termale con annessi hotel, spa e beauty center. Per 6 mesi sono stato assistente del Presidente, poi ho assunto la direzione della struttura ed è iniziata una bellissima esperienza durata circa 2 anni.

In quel periodo mi sono sposato con Antonella e abbiamo deciso di trasferirci a Bologna dove io ho preso in gestione il ristorante all’interno di un Boscolo hotel mentre lei insegnava alle scuole superiori di un paese vicino. Per me è stata un’altra esperienza fantastica durata 4 anni, proseguita poi altri 4 alla guida di un ristorante dentro un Holiday Inn con risultati economici molto soddisfacenti. Nel frattempo è nato Leonardo, il nostro primo figlio e abbiamo iniziato a creare una famiglia.

Sono stati anni molto impegnativi, il lavoro assorbiva tutto il tempo, il ristorante di un hotel richiede presenza 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno. Avevo solo un paio di ore libere nella giornata e col passare del tempo la cosa mi stava sempre più stretta. Sia io che Antonella sentivamo l’esigenza di cercare qualcosa che conciliasse lavoro, famiglia e tempo da dedicare a noi stessi. Avevamo conosciuto una coppia che gestiva un agriturismo biodinamico e così è nata l’idea: ci siamo detti “perché non ci proviamo anche noi?”. Leo aveva 6 anni e nel frattempo era arrivata anche Sara che ne aveva 2. L’agriturismo ci avrebbe permesso di lavorare e allo stesso tempo vivere la famiglia.

Avevo un obiettivo chiaro: volevo essere vicino alla mia famiglia, veder crescere i bambini “con le mani nella terra” e proseguire un percorso di crescita interiore che avevo cominciato a 20 anni e che si era interrotto incastrato negli ingranaggi della vita “normale” di tutti i giorni. Avevo bisogno di un cambiamento forte.

Ho scelto quindi ancora una volta di lasciare un presente certo e la tranquillità economica per imboccare una strada sconosciuta. Ho scelto di tornare nella mia terra d’origine, abbiamo acquistato un casolare da ristrutturare in un paesino sulle colline tra Marche e Romagna con annessi 12 ettari di terreno di cui 6 coltivabili che oggi sono una piccola azienda agricola.

All’inizio è stata dura, eravamo letteralmente accampati: tende al posto delle porte, la cucina ricavata adattando una camera da letto, lavavamo i piatti nella vasca da bagno, abbiamo passato buona parte del primo inverno senza riscaldamento. Tutti i giorni c’era un contrattempo e quando dico tutti i giorni, non esagero.

L’unica entrata economica certa era lo stipendio da insegnante di Antonella, io mi dedicavo alla ristrutturazione del casolare facendo solo qualche lavoro extra nel fine settimana. Le spese erano però molte di più e a volte in cassa non c’era niente con cui far fronte alle scadenze. Cresceva la paura di non farcela e dover rinunciare al nostro progetto di vita. Però, ogni volta che tutto sembrava perduto accadeva qualcosa di inaspettato, di improbabile, di incredibile. Si presentava qualche amico o conoscente che ci aiutava, ci prestava dei soldi, anche cifre cospicue, senza chiedere garanzie. Sono stati gli anni della Provvidenza che da allora non ci ha mai abbandonato.

La ristrutturazione del casolare è costata molto più del previsto e di conseguenza anche i debiti sono cresciuti. Quando abbiamo aperto l’agriturismo abbiamo cercato di lavorare il più possibile lasciando poco tempo per noi. Antonella ha continuato con la scuola e si è presa cura di famiglia e casa, io mi sono dedicato all’azienda agricola. Insieme ci siamo occupati del ristorante e delle camere dell’agriturismo.

Oggi sono passati 10 anni e le cose vanno meglio, i debiti sono diminuiti e ci ritagliamo sempre maggiore tempo libero. Pensiamo che il lavoro debba essere a nostra misura, seguire le nostre esigenze e non viceversa. Dobbiamo lavorare quanto necessario e non esserne schiavi. Per questo abbiamo scelto di aprire l’agriturismo due giorni a settimana, sabato e domenica nei quali si concentra la maggiore attività, e qualche volta il venerdì. Inoltre puntiamo sulla ristorazione anziché le camere che sono più impegnative. In estate stiamo allungando il periodo di chiusura, lo scorso anno abbiamo chiuso a luglio e agosto.

Antonella in cucina è diventata bravissima, riesce a mettere in tavola anche 40 persone con risultati strabilianti. Io invece seguo la sala. I figli che ormai sono grandi ci aiutano, Leo che ha 18 anni apprezza questo stile di vita mentre Sara, che ne ha 14, ha l’animo un po’ più cittadino ma come suo fratello è presente spessissimo a dare una mano. Sono contento di come stanno crescendo i miei figli.

La nostra è stata una scelta di vita forte, abbiamo lasciato la certezza di entrate economiche sicure e una vita ben organizzata per qualcosa che non conoscevamo. Quando siamo partiti da Bologna abbiamo lasciato la TV e dal 2008 in casa non c’è. Si chiacchiera, ci si confronta, si cresce.  A volte guardiamo un film tutti insieme. Non abbiamo esigenze particolari, il budget familiare è abbastanza ristretto, non ci interessano i soldi, nel momento in cui alla famiglia non manca niente va bene così.

Qual è il sunto di questo lungo racconto?

Prima avevo una vita agiata, non mi mancava niente, avevo un maitre e un cuoco che mi seguivano nel lavoro. Ora torno spesso dall’orto infangato e col mal di schiena, ho tanti debiti, ma questa vita, per quanto faticosa, riesce a darmi quello che la vita precedente più agiata non mi dava. Oggi mi sento una persona piena e viva e indietro non ci tornerei.

Questo il link al sito dell’agriturismo di Roberto.

(Nella foto in evidenza Roberto Crugnali)

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