Marcello ha ricominciato da zero a 60 anni

Ho conosciuto Marcello Granatelli leggendo un post su linkedin, l’ho contattato e ci siamo dati appuntamento per due chiacchiere. Al telefono il racconto delle nostre esperienze è scivolato via come succede con chi conosci da tanto tempo. Siamo rimasti al telefono più di due ore durante le quali ho scoperto la sua energia, l’abilità nel rimettersi in gioco sperimentando nuove strade e la capacità di osare come fa un giocatore di poker seduto al tavolo verde.

A inizio dicembre del 2014 mi trovavo in missione in un’azienda del settore bancario. Si trattava di una consuetudine per me, la mia routine degli ultimi dieci anni. Ero stato confermato da poco come Project Manager. Tutto, in teoria, era tranquillo. Invece l’11 dicembre c’è un inaspettato cambio di programma: con decorrenza dal giorno 31 vengo considerato “superfluo”.

E qui comincia l’odissea.
Ma andiamo per ordine.

Sono tra quelli che non è mai stato abituato ad avere lo stipendio il 27 del mese e quindi, quando le cose non vanno proprio benissimo non ne faccio una tragedia. Sono nato libero professionista e ne conosco i rischi e tutto quanto ruota intorno, ho collaborato principalmente con istituti bancari specializzandomi nei sistemi di pagamento e ottimizzazione dei processi produttivi di servizi.

I miei esordi nell’ITC risalgono al 1978 quando ho aperto con i miei fratelli una piccola società di software house in Sicilia. Un po’ alla volta però le banche siciliane sono state acquisite da gruppi bancari con sede nel nord Italia e quindi mi sono trasferito anch’io. Lavoravo moltissimo, le mie giornate duravano 24 ore e a un certo punto non mi divertivo più.

Nel 1998 ho deciso di mollare il mondo dei sistemi di pagamento cartacei e mettere la mia solida esperienza a disposizione di banche e centri servizi su tematiche di vario genere.

Come consulente esterno ho avuto l’opportunità di lavorare con realtà di alto livello gestendo progetti complessi, budget importanti e assumendomi grandi responsabilità. Dal 2006 al 2014 ho fornito consulenza come Analista Funzionale o Project Manager del settore tecnico in tanti Istituti bancari.

A fine 2014, contrariamente a quanto mi era stato anticipato, ricevo la comunicazione che il contratto non sarebbe stato rinnovato nel 2015. Eravamo a metà dicembre e io avevo 60 anni.

Da quel momento non sono più riuscito a entrare nel mio mondo, mi sono affidato a persone sbagliate e ho bruciato un anno. Non avere niente da fare per uno come me non è stato semplice.

Ho fatto qualche colloquio in banche, ma al terzo “rifiuto” per eccesso di competenza ho capito che dovevo cambiare qualcosa. Nel mondo IT non vieni scartato per ragioni di costo, l’aspetto economico non è in discussione quando vai a fare il colloquio, io venivo scartato perché ero over-qualified. Quindi la mia  competenza era diventata un boomerang. Avevo grande esperienza ma non sapevo a chi venderla, non trovavo mercato nel mio principale settore di riferimento.

Sono dovuto ripartire da zero a 60 anni. Potevo contare su una grande professionalità, abilità commerciali, cultura del cliente e soprattutto una solida rete di relazioni grazie alla quale ho ricevuto proposte che mi hanno consentito di fare nuove esperienze. Mi sono reinventato come rappresentante di piccoli produttori siciliani, ho promosso una scuola di cucina, ho sviluppato attività commerciali del settore food con consegne a domicilio, ho seguito il marketing di un bellissimo ristorante all’interno di un agriturismo, ho incrementato le vendite di una macelleria equina. Sono entrato casualmente nel mondo del food ma mi sono divertito molto e ho ricevuto anche grandi soddisfazioni. Sono una persona di comunicazione e marketing e riesco a parlare in egual misura con la casalinga e il direttore di banca.

Oggi c’è il grande vantaggio della rete digitale, uno strumento molto importante e a disposizione di tutti. Negli ultimi anni mi sono costruito un profilo tecnico sulle piattaforme online, su LinkedIn ho tolto gli incarichi dirigenziali e le esperienze di livello più alto.

Ed è proprio navigando su LinkedIn che recentemente ho visto un annuncio pubblicato da una persona che seguo. Riguardava il digital marketing, un settore nel quale non ho mai lavorato, ma il progetto proposto mi interessava. Era richiesto un entry level e non un candidato senior ma siccome le sfide mi piacciono ho cliccato e mandato la mia candidatura.

Non ci avrei scommesso neanche un euro ma dalla casualità di un click gratuito su LinkedIn si è concretizzata la mia nuova opportunità di lavoro a 66 anni.


Per me si tratta di un’occasione perfetta, lavoro da remoto e la cosa mi piace molto. Mi relaziono con dirigenti di livello medio-alto con i quali cerco di intrecciare una relazione. E pensare che mi sono candidato a ruoli ben più affini alle mie competenze ma non sono mai stato contattato.

Questa esperienza mi ha confermato ancora una volta la centralità delle relazioni, l’importanza dei contatti con le persone giuste e nei posti giusti. Mi ha anche insegnato che bisogna provarci, sempre, perché quello che pensiamo impossibile a volte si materializza inaspettatamente davanti ai nostri occhi.

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